Il grande giorno è arrivato: il GDPR è entrato in vigore

25 Maggio 2018/0/2
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Ormai se ne parla da 2 anni buoni ma il tempo non è mai abbastanza, soprattutto quando si parla di aziende. Se sarà un fattore positivo o negativo per l’economia e per le persone che ogni giorno comunicano con sempre maggior facilità i propri dati ad altri soggetti, lo scopriremo tra qualche anno, il fatto importante ora è che il GDPR è entrato in vigore.

La legge europea 2016/679 del 27 Aprile 2016 (GDPR, General Data Protection Regulation, dalla definizione inglese della stessa normativa) è ben chiara, eppure come al solito, in due anni nessuno si è adoperato per arrivare pronto a quella che sembrava una scadenza tanto lontana quanto inarrivabile. Eppure ci siamo, è il 25 di Maggio del 2018 e purtroppo tanti professionisti e piccole medie imprese si sono accorti solo ieri sera che la scadenza era alle porte, grazie alle decine di email (dei big dell’hi-tech che da anni detengono i nostri dati) tutte a tema GDPR.

ATTENTI! Non va sottovalutata questa direttiva, la privacy mai come ora è trattata molto seriamente e si rischia!

Quali sono i rischi per chi non si adegua e chi sono i soggetti che si devono adeguare?

Sono previste pene pecuniarie fino al 4% del fatturato globale, in alcuni casi anche sanzioni penali.

Il GDPR deve essere adottato da tutti, infatti le pene possono essere inflitte a persone fisiche, a soggetti giuridici privati o pubblici.

Il GDPR si integra e sostituisce in parte la normativa italiana sulla privacy, che prevede sanzioni penali e pene che vanno dai 18 mesi ai 3 anni di reclusione.

I soggetti più a rischio, quando nominati, sono i DPO (Data Protection Officer) ovvero colore che si dovranno occupare di rendere sicuri i dati posseduti dalla struttura che rappresentano e di utilizzarli solo a fini leciti secondo le autorizzazioni fornite.

Tanto non fanno controlli: NON E’ VERO

Attenzione, è convinzione comune che queste leggi interessino solo Amazon, Google, Microsoft (che invece ci ha stupito), e pochi altri grossi soggetti: NON E’ VERO, Interessa TUTTI.

Potrebbe succedere che inizialmente ci sia un po’ di caos e verranno posticipati di qualche mese i controlli, ma non bisogna contarci troppo e comunque bisogna adeguarsi (se non altro per la tutela dei dati in vostro possesso).

I professionisti, gli studi professionali e la PMI possono tranquillamente usare dei comodi strumenti online da soli o guidati dal proprio professionista senza ricorrere a soluzioni molto costose (di cui non si mette in dubbio minimamente la bontà).

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