Cosa fa un MSP
Managed service provider:
cosa cambia davvero.
Una pagina di orientamento, non di vendita. Se state valutando di passare dall’assistenza a chiamata a un contratto gestito, qui trovate le differenze concrete e le domande da fare a chiunque ve lo proponga, noi compresi.
Non è un abbonamento all’assistenza. È un cambio di responsabilità.
Nell’assistenza a chiamata il fornitore guadagna quando qualcosa si rompe. In un contratto gestito guadagna quando le cose non si rompono, perché il canone è fisso e ogni intervento è un costo per lui. È l’unico allineamento di interessi che conta.
Da questo discende tutto il resto: il monitoraggio continuativo invece della segnalazione dell’utente, la manutenzione pianificata invece della riparazione, l’inventario aggiornato invece della ricostruzione a memoria.
Non è automaticamente più conveniente. Lo diventa quando il costo dei fermi, sommato nell’anno, supera il canone. Quel calcolo va fatto prima, sui vostri numeri.
Le domande da fare a un fornitore.
Valgono per noi come per chiunque altro. Se una risposta è vaga, il contratto lo sarà altrettanto.
Quali sono i tempi di risposta, scritti?
Non “interveniamo subito”. Un tempo di presa in carico e uno di risposta per ciascuna priorità, con la definizione di cosa è priorità alta.
Cosa è incluso nel canone e cosa no?
Il confine tra manutenzione e progetto va scritto. Se non c’è, ogni intervento diventa una trattativa nel momento peggiore.
Come vengono tracciati gli interventi?
Deve esistere uno storico consultabile da voi, non un archivio interno del fornitore. È anche quello che rende possibile cambiare fornitore.
Chi possiede la documentazione dell’ambiente?
Schemi, configurazioni e credenziali sono vostri. Se restano solo nella testa del tecnico che vi segue, avete comprato una dipendenza.
Il ripristino dei backup viene provato?
Configurare un backup e verificarlo sono due attività diverse. Chiedete quando è stata fatta l’ultima prova e cosa ne è uscito.
Volete fare quel calcolo sui vostri numeri?
L’assessment IT mette in fila dispositivi, età dell’hardware, fermi dell’ultimo anno e livello di esposizione. Da lì il confronto tra i due modelli si fa con i numeri.

